"La mia famiglia vive qui da quattro generazioni e non mi ricordo di aver mai sentito nominare i Poole." Interviene lo sceriffo.
"Perchè non provate a chiedere a Homer?" Suggerisce Vivi.
"Homer è stato prima insegnante, vicepreside e alla fine preside nelle nostre scuole per cinquant'anni. Possiede una memoria di ferro; praticamente è la storia vivente di
Turner." Controlla la pendola sul muro. "Ma oramai non è più orario di visite. Dovrete aspettare domani."
"Non c'è premura." Martin parla anche per Charlie. "Signora Bronson, mi autorizza a trasmettere quella foto ai nostri laboratori? Per un ingrandimento." Tende la mano.
"Se me ne fa avere una copia non ho nulla in contrario." La depone con cura sul suo palmo.
"Ci conti." Con la sua risposta trasmette la simpatia che prova per quella copia. Non deve essere facile per lei vivere in quella piccola città. Charlie gli rivolge un'occhiata riconoscente e carica, almeno spera, di promesse.
"Cenate con noi?" Anche Vivi gli è grata. Lo capiscono dal suo sorriso.
"Non vorremmo disturbarvi." Rispondono titubanti.
"Per noi sarà un piacere...Non so per voi. Aspettatevi un autentico terzo grado da due veri aguzzini." Sorride lo sceriffo.
La casa è piccola e non comprendono dove dormiranno, fino a che Vivi non li accompagna sul retro. Le cosiddette camere degli ospiti si trovano in un capanno adiacente.
"E' piccolo e vi è solo una vera e propria camera da letto. Ma quel divano è il più comodo che abbiamo trovato...Aaron ha costruito questo per quando i miei genitori vengono a trovarci."
"Riconosco da dove ha preso l'idea. Suo padre è giapponese? Quell'Aiku piace molto ad un mio amico e a me." Charlie indica una lunga striscia di tela bianca con un'iscrizione.
"Mia madre...Opera di mio nonno. Un suo regalo per le nostre nozze." Mormora commossa.
"Ne deve essere orgogliosa. E' uno splendido esemplare di perizia calligrafica."
Vivi si inchina con occhi lucidi. "Vi aspettiamo. Tra un'ora per voi va bene?" Chiede prima di uscire.
"Grazie." Martin richiude accuratamente la porta e si volta verso Charlie." Sai davvero leggere quegli ideogrammi?"
"Non tutti, alcuni. Dave ne ha una copia molto simile. Adesso si trova appesa nella camera di Michiko." Si dirige verso la camera da letto.
"Dammi pure del ficcanaso... Quanto vale la sua?"
"Credo alcune migliaia di dollari. E' opera di un famoso calligrafo. Molto apprezzato in patria. E' stato un suo regalo personale a Dave." Risponde cominciando a sbottonarsi la camicetta.
"Siamo attesi per... cena..." Le ricorda con voce acuta. Ha la bocca asciutta.
"Tu non ti cambi?" Ribatte curiosa.
"Dove?" Si guarda attorno in cerca di un angolo intimo.
"Qui. Dove se no?" Risponde curvando appena gli angoli della bocca. "Guarda che mi ricordo molto bene come sei... sotto i vestiti."Ride divertita.
"Se mi parli così... mi passa la voglia di mangiare." Dice con malizia.
" Mi suona incoraggiante... stimolante..."
Quello scambio di battute ironiche e ammccanti é per Martin più eccitante di qualsiasi afrodisiaco. Tra loro si è stabilito un affiatamento, una complicità che ha trovato in poche donne. Questo lo affascina, lo ammalia. Stare al suo fianco gli fa provare quel calore nelle vene, nello stomaco, che cercava inutilmente nell'alccol. Quel calore che lo fa sentire ancora vivo...ancora un essere umano.
To my surprise with half-closed eyes things looked ever better than when they were open